VIAGGIO NELLE STRUTTURE ITALIANE PER LA TRANSIZIONE DI GENERE
Conoscere direttamente “sul campo” le metodologie e l’approccio dei centri italiani che si occupano di riassegnazione chirurgica e sostegno alle persone Transgender è il nostro nuovo progetto.
Abbiamo pensato che mai come in questo momento ci sia bisogno di collaborazione, condivisione e contaminazione con tutte le strutture che si occupano del nostro percorso.
Abbiamo affidato alla Dott.ssa Chiara Dalle Luche e al Dott. Massimo Lavaggi questo importante compito, con l’intento di condividere con tutt* voi le nostre esperienze.
Il nostro “viaggio” è partito dal C.I.D.I.Ge.M ( Centro Interdipartimentale disturbi Identità di Genere) di Torino, e di seguito la relazione dei nostri preziosi “viaggiatori”… buona lettura
Cliccare per leggere la relazione degli psicologi

(clicca sulla foto per accedere alla galleria fotografica)











Bravi Chiara e Massimo!!!!! Prossima volta vengo anch’io.
salve a tutti voi della redazione,,,sono un ragazzo di 35 anni ma da oltre 10 anni con disturbi di identita’ di genere per questo chiedo aiuto alla vostra associazione, cercare di conoscere ragazzi che come me’ hanno questo disturbo, purtroppo le circostanze sono state tutte a mio sfavore, una volta che vivo in un posto discriminato come la sicilia, ma che presto lascero’ per trasferirmi altrove anche a Torino se possibile.Vi prego di contattarmi perche’ io vivo una situazione di vita molto infelice e depressa e non so’ piu’ che fare x questo mi rivolgo a voi, perche’siete gli unici che possano aiutarmi. Saluti Stefano
conttatatemi per consiglio e aiuto.
Letto la relazione ma…. manca la “cosa” che spesso più interessa le persone trans ad inizio transizione: quali protocolli usano? Come li usano?
Assistiamo da anni ad una sorta di transmigrazione verso il DISEM di Genova di decine di trans di tutta Italia solo per evitare la “psicoterapia coatta e a tempo quasi indeterminato” prima di poter accedere alla terapia ormonale, con il conseguente azzeramento di una parte di esercizio di libero arbitrio della persona.
Protocolli internazionali come quelli WPATH mediano in modo “sostenibile” la parte di competenza diagnostica con il libero arbitrio di una persona adulta e analizzata come sana di mente. Così non è per la maggior parte dei centri italiani che utilizzano protocolli locali, detti ONIG, che non tutte le persone trans gradiscono. E’ vero che molte persone neppure sanno di queste differenze prima di rivolgersi ad un Centro…. ma poi… se ne accorgo eccome della differenza. Magari dopo un anno o due di psicoterapia (coatta), senza diagnosi e SENZA OORMONI.
Vi sarei grata, anche in qualità di presidente di Associazione amica di Transgenere, se integraste questa informazione, per ogni Centro che visitate e visiterete in futuro. Grazie.
Mirella Izzo
Crisalide PanGender
Cara Mirella,
sarà accolto il tuo suggerimento. Per completezza di informazione diciamo che presso il CIDIGEM di Torino vengono adottati i protocolli dell’ONIG (Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere), che si differenziano da quelli della WPATH (World Professional Association for Transgender Health) in quanto sanciscono l’obbligatorietà della psicoterapia nell’ambito del percorso di cambiamento. Sai benissimo quale sia il nostro modo di lavorare, l’obiettivo di questo percorso è proprio quello di conoscere e far conoscere le varie realtà in Italia. In futuro, e penso questo sia il pensiero comune di chi come noi fa questo lavoro prima di tutto con il cuore, speriamo di poterci trovare non più in mezzo ad un conflitto tra linee guida ONIG e linee guida WPATH, bensì di trovarci d’accordo, avendo come obiettivo comune il benessere psicofisico della persona. Vorremmo aggiungere che i colleghi di Torino fin dal primo colloquio mettono al corrente la persona in modo chiaro e preciso su quali siano i passi da fare, analizzandoli punto per punto; inoltre hanno chiesto la nostra collaborazione per un loro utente, questo a dimostrare che la rigidità sta lasciando il posto all’apertura e al confronto.
Chiara Dalle Luche, Massimo Lavaggi.
ciao stefano,per te che vivi in sicilia il consultorio d.i.g di salerno puo’ essere utile.se vuoi contattami al mio indirizzo e mail:martinacastellana@libero.it
dr.prof. martina castellana resp. consultorio d.i.g salerno
ciao a tutti,ho 26 anni e…..milioni di domande.
ho la certezza di essere un soggetto con disturbo di identità di genere.
il mio problema è proprio questo:mille domande e nessuna risposta.
io vorrrei solo sapere come devo muovermi per cominciare il processo di transizione….e nessuno mi da delle risposte!!!!
io voglio solo cominciare a essere felice,voglio solo cominciare la mia rinascita….
se qualcuno può aiutarmi e darmi delle informazioni su come si comincia e soprattutto da dove, ve ne sarei eternamente grata.
per ora mille grazie….
il viaggio nei centri di accoglienza per il fatidico percorso d’integrazione anima corpo come giustamente relaziona mirella izzo si avvale spesso di protocolli che vincolano l’individuo in transizione a psicoterapia coartante….il D.I.G a SALERNO si avvale di protocolli piu’ dinamici nel rispetto animale (inteso come moto dell’anima)che consentono anche a coloro che vivono lontano da SALERNO di poter contare su tempi relativamente brevi…psicoterapia on demand e soprattutto gratuita….ma soprattutto di poter effettuare le visite anche in un solo giorno.