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SIAMO COSI’ e per questo saremo lì
In questi giorni è in programma a Borgo San Lorenzo (Firenze) la festa di Liberazione. C’era più di qualche perplessità a dare la disponibilità in questo momento ad un’iniziativa che ha il nome di “Festa” per i recenti avvenimenti che hanno colpito la nostra Associazione. Ma anche se non abbiamo mai mollato bè da qualche parte occorre ricominciare, lo dobbiamo non solo a chi ha fiducia in noi ma anche a chi non c’è più e siamo certi che Tizzi avrebbe voluto così.
Saremo presenti nella serata di venerdì 24 luglio ed invitiamo tutti i lettori che ne hanno la possibilità a parteciparvi, al dibattito dal titolo “SIAMO COSI’ – storie, iniziative e proposte politiche della realtà lesbo, trans, gay e bisex”
(clicca per visualizzare la locandina)
Link al programma completo della manifestazione
Technorati Tags: italia, firenze, borgo san lorenzo, associazione trans genere, ireos, azione gay e lesbica, siamo così, iniziative, festa di liberazione











All’associazione, ai sostenitori, ai lettori.
Da quando frequento il web, dopo anni di autocensura, per questioni profonde di una persona trans che vive in un territorio ostile, difficile, cieco. Che quasi 25 anni fa accolse la visibilità della mia storia con comportamenti discriminatori, di isolamento, al limite di atti violenti da parte della comunità, poi risolto, col tempo, grazie allo scudo fondamentale della famiglia, degli amici e non certamente da sostegni esterni quali stampa, media e associazioni, che negli anni 80, certamente erano poche e prive della significativa visibilità che hanno oggi, per fortuna…. Ecco, da quando frequento il web e osservo più da vicino la realtà del movimento lgbt, che qualcuno vorrebbe unito, ma che a mio parere patisce spaccature gravi che poco comprendo. L’asociazione transgenere ha adottato una scelta editoriale ben precisa, cioè occuparsi nel promuovere e trattare problematiche transessuali in ogni loro aspetto. Scelta da me pienamente condivisa. In primis perchè le persone transessuali, a differenza di gay e lesbiche, se fanno una scelta di “non visibilità” è un’alternativa che possono adottare. Noi transessuali non abbiamo questa opportunità, c’è sempre un segno, un segnale che porta la società civile ad identificarci e questo non è un problema personale, anzi, quando leggo cose tipo -ex transessuale o ex transgender- sinceramente mi convinco che qualcuno pensa che il nostro percorso di transizione si concluda alla riattribuzione anagrafica del sesso. Come qualcuno che abbia fretta di rimuovere la propria storia, le proprie battaglie sociali e personali, il proprio sentiero di crescita. Io mi sento una transessuale, pur avendo concluso la mia transizione “tecnica” nel 1988, all’età di 24 anni. E continuerò a transitare, probabilmente per sempre, lontana dal luogo comune “da oggi sono donna a tutti gli effetti”!!! Che orrore, converrete con me. Il termine trans non rappresenta un marchio di cui ci si deve liberare, al contrario è un valore aggiunto che fa affermato e non chiamato “ex”… Molte associazioni e movimenti hanno adottato certe etichette, stigmatizzando la nostra essenza che deve affermare le diversità e non trasformarle per renderle più leggere da ingoiare. Sospettavo che mi sarei dilungata, e su questo bisognerebbe scrivere un trattato…La questione iniziale era che avevo già da tempo scoperto, con grosso dispiacere, che la maggiorparte e non tutta, la comunità Gay in Italia attua una sorta di “velato distacco” dal movimento trans. Dico velato in quanto non dichiarato, ma sotto gli occhi di tutti. Allora chi è che sogna l’unione del movimento lgbt e chi pensa invece che sarebbe bene che ognuno stia al suo posto!!!
Anche personalmente, ho sempre sentito la puzza di questa scelta di distanza, nella vita di ogni giorno, ma non in contesti di impegno politico e sociale. Ma nei rapporti interpersonali questo è leggittimo, assolutamente. E’ grave invece nel contesto di un progetto che dovrebbe essere comune, ma che non lo è nei fatti. Insomma, che qualcuno mi spieghi se sono fuori strada, o se queste fratture esistono davvero, per ragioni politiche, di corsa alla visibilità personale, per profitti economici….
Concludo dicendo, che tra le nostre tante rogne, non ci si può occupare di tutto e di tutti, meglio percorrere una sola strada ma farlo in modo importante, scontato che la lotta per i diritti umani e civili deve essere una CULLA per tutti, identità a parte.
Illuminatemi, ne ho bisogno.
A presto
Lauradenu
Ho preferito esprimere i miei dubbi con un commento per evitare di disturbare la redazione, che sò già impegnatissima. Ma l’apprezzamento per ciò che l’associazione rappresenta è sempre in primo piano.
Scusate per tutto lo spazio che ho trafugato…
Lauradenu
Finalmente!!Una risposta silenziosa ma evidente al post che ho scritto sul sito dell’associazione….
Le mie domande hanno, senza troppo disturbo, trovato quello che cercavano, “IL SILENZIO”. Nessuna accusa rivolta all’associazione, che in quanto tale, ha una sua etica e regole con cui fare i conti, ed è legittimo. La mia delusione la rivolgo ai numerosissimi lettori del sito dell’associazione. Nessuno e dico nessuno ha ritenuto opportuno spendere due righe di assenso o di dissenso alle mie considerazioni di moderata denuncia, rispetto al movimento lgbt in Italia. E inevitabilmente mi tornano alla mente le parole che, tempo fà, mi sentii dire da una attivista lgbt – meglio non attirare troppo l’attenzione su certe questioni – è sconveniente, pericoloso. Poi chi riempie le platee dei Pride, chi viene agli incontri, agli eventi!!
Concesso che ai lettori del sito possano non interessare le mie considerazioni, ma certa che anche quei pochi che le hanno lette, abbiano sentito un riconoscersi o meno, non capisco il silenzio rispetto a questioni che molti hanno già, prima di me, denunciato e lamentato.
Mi aspettavo due parole, dai lettori, dai facenti parte della comunità LGBT.
Omertà, silenzio di circostanza, regole del quieto vivere, timore indotto….
Noi che lottiamo per l’autodetrminazione, la libertà di essere e di esserci, nel bene e nel male. Meglio un passo indietro?
Molte di noi, conoscono e magari stigmatizzano certe snobberie e distanze all’interno del movimento, ma nessuno, se pur tutelata da un nick name o da un sinonimo, senza neppure la necessità di rivelarsi, ha avuto il coraggio, fare un passo avanti.
Buon lavoro all’Associazione
Ai lettori, meditate gente, meditate!!
Lauradenu
Complimenti alll’associazione per l’evento prossimo del primo TRANSPRIDE day e voglio citare Mirella Izzo, ex presidente di Crisalide Azionetrans:” Crisalide..30 anni di bluff”
Cara Laura, car* Tutt*
mi scuso inanzi tutto per la mia poca attività di risposta a tutti i vostri i post, prometto, per quanto mi sarà possibile, una presenza maggiore.
L’argomento sollevato da Laura è purtroppo una triste realtà, soprattutto nel nostro paese, questo sicuramente non fermerà la politica della nostra Associazione, basata soprattutto sull’unità e la collaborazione. Noi lavoriamo soprattutto sulla specificità, trattando il “nostro argomento” legato all’ Identità di Genere, ma che inevitabilmente essendo esso uno “stato di essere” non può essere slegato dalla società che ci circonda, e non parlo solo di quella LGBT.
Rispondendo a Laura in cerca di “lumi”, poso dire che ritengo che tu sia già abbastanza illuminata, la situazione, dall’interno del movimento, se posiibile è anche peggiore d come la descrivi tu.
Noi riteniamo che debba essere fatto “un giro di boa” e cercare di mantenere una rotta, noi abbiamo la nostra, che inevitabilmente potrà incrociarsi con altre e ne saremo sicuramente felici…con il nostro equipaggio e pari dignità.
Fabianna
A Fabianna
Grazie per l’attenzione