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Occhi chiusi come con la Shoah
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Citiamo, non a caso, le parole che il giornale dei vescovi “Avvenire” ha usato per descrivere la terribile situazione dei migranti, riferita anche al nostro paese.
La situazione di violenza contro le persone Trans, Lesbiche e Gay, nel nostro paese, ha da troppo tempo oltrepassato la soglia di emergenza.
L’aggressione ai due ragazzi a Roma non è che l’ennesimo atto di omo/trans fobia, della quale ci stiamo orribilmente abituando a leggere quotidianamente.
Il dato ulteriormente allarmante è che la maggior parte di queste aggressioni non viene denunciata, per paura, persone spesso costrette a vivere in “clandestinità” senza vere e proprie tutele, stigmatizzate da politiche razziste e di impari opportunità.
Questa volta non ci sentiamo di “invitare” il ministro in questione, Mara Carfagna, ad una presa di posizione netta, ma esigiamo una risposta concreta a questa situazione di vera emergenza sicurezza.
Pretendiamo:
- L’attuazione con decreto della legge n° 1658 “Modifiche alla legge 13 ottobre 1975, n. 654, e al decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge25 giugno 1993, n. 205, in materia di reati commessi per finalitàdi discriminazione o di odio fondati sull’orientamento sessuale o sull’ identità di genere” presentata dagli On.li Concia, Rossomando, Ferranti, Capano il 17 settembre 2008.
- Una convocazione urgente di tutto il movimento LGBTQ presso il Ministero delle Pari Opportunità, non tollerando di essere ricevuti da un delegato del Ministero stesso come accaduto pochi mesi fa alla delegata del Coordinamento Trans “Sylvia Rivera”, senza neanche aver dato lettura del documento di rivendicazione, spedito al Ministero dal Coordinamento e recapitato a mano al Ministro stesso pochi mesi prima dalla nostra Associazione.
Se le nostre richieste non saranno accolte, chiederemo di firmare una richiesta di dimissioni del suddetto Ministro, non solo da tutto il movimento, ma anche da una società civile che non può più tollerare un clima di odio e di indifferenza verso le persone rese più deboli ed indifese.
Facciamo appello, nuovamente, al Capo dello Stato, ai Presidenti di Camera e Senato per l’attuazione di strumenti “reali” contro la discriminazione ed una campagna nazionale di sensibilizzazione sulle tematiche legate all’identità di genere e all’orientamento sessuale a cominciare dalle scuole per sconfiggere quella che non esitiamo a chiamare la nostra Shoah.
Fabianna Tozzi Daneri
presidente nazionale Associazione Trans Genere
Technorati Tags: italia, roma, omofobia, omofobia, transfobia, associazione trans genere, shoa, comunicati stampa











Chiedere, sopratutto se fatto in modo educato è sempre lecito almeno, così mi è stato insegnato. Purtroppo il problema è che non c’è peggior sordo di chi è sordo veramente e nell’elenco dei destinatari di questo comunicato, di “sordi” a queste tematiche, ne ritrovo tanti
Speriamo a furia di appelli gli si sturino le orecchie…
Avevo pensato, in seguito a questo fatto criminoso, di scrivere una lettera aperta al ministro Carfagna, al limite della diffamazione. Sono felice che mi abbiate preceduta, anche troppo moderatamente. E la moderazione non ha prodotto alcun risultato, finora. E’ arrivato il momento di obbligare e dico obbligare la ministra delle impari opportunità, ad una discussione concreta e diretta. Se anche questa volta non ci saranno riscontri è bene cominciare a pensare a iniziative serie e incalzanti affinchè le istituzioni si assumano le loro responsabilità, perchè è loro responsabilità l’essere arrivati a certi livelli, inaccettabili per uno stato “democratico”, dove la democrazia, il rispetto e tutela delle diversità, deve ormai essere garantito a tutti. E’ ora che il nostro paese sia diffamato per l’indifferenza che persevera rispetto alle politiche per i diritti.
Non è più derogabile il nostro intervento contro le aggressioni transomofobiche, l’Agedo concorda in pieno con le vostre richieste, uniti possiamo farcela Rita.
Ciao
riporto il post su http://www.circolopasolini.it per ua sua maggiore diffuione. Li’ ho appena pubblicato un post di analogo tenore.
Debbie
Sono d’accordo con Chit anche se, appunto, non bisogna demordere.
Quello che noto purtroppo é che sia per gli immigrati che verso i gay ed i trans esiste molto peggio che un semplice “sentimento” di indifferenza. E’ invece proprio un odio fisico ed un vergognoso fastidio viscerale che fa quasi, in molti, “giustificare” quello che sentiamo spesso, purtroppo sempre più spesso, nei notiziari.
Eppure le leggi ci sono, o cmq iniziano ad esserci ma manca la volontà di farle rispettare. Manca il rispetto per ogni essere umano a prescindere da razza, sesso, religione, ecc…( Ma non é la Cost. Italiana a parlare così???)
Spero anch’io come Chit che perseverando qualcosa si sblocchi.
Daniele
Che brutto clima in Italia in questi anni…