Siamo testimoni quotidianamente di aggressioni e discriminazioni, spesso attori ed attrici principali di una triste realtà che spesso supera un indegna fantasia malata.
Ci chiediamo, e chiediamo a voi, quanta violenza si nasconda dietro chi si sente portatore di falso perbenismo, quanta violenza nelle parole e nei gesti di chi non sa riconoscere un dolore, un sentimento, una persona, una differenza…forse il gesto più odioso e vile è privare una persona dei propri affetti, dei propri ricordi, essere ostacolat* anche a dare l’ultimo saluto a chi ci è stato caro. Più di vent’anni passati insieme a condividere la passione per la musica, la buona cucina, l’ astronomia, la vita stessa… noi non dobbiamo vergognarci di noi, dei nostri affetti… la vera vergogna si nasconde dietro volti apparentemente “per bene” che umiliano, usano violenza, che non hanno rispetto neanche per le persone che ci hanno lasciato, arrogandosi il diritto di una parentela, che nei fatti non sempre corrisponde ad amore e condivisione.
Una triste vicenda, tristissima della quale avremo voluto fare a meno di parlare, l’ennesimo atto di transfobia che riaccende in noi la voglia di cambiare questo ingiusto mondo, non ci tiriamo più indietro a questa vergognosa forma di violenza che vorrebbe relegarci alla non esistenza.
Ho avuto modo di conoscere attraverso Regina la persona che adesso è scomparsa, la sua esistenza era improntata ad un rapporto affettivo di lunghissima data con quella persona che è stata aggredita da chi sicuramente non lo conosceva bene, anzi per niente… Regina è stata aggredita fisicamente e moralmente in quei pochi giorni che hanno preceduto il decesso del nostro carissimo amico, lei che le è stata sempre accanto in questi anni, amorevolmente, come negli ultimi giorni.
Adesso, nel momento del dolore, la rabbia prende il sopravvento e pretendiamo la tutela dovuta alle nostre vite e al nostro dolore…
La nostra Associazione si stringe intorno a Regina, difendendo il suo dolore e il suo sacrosanto diritto ad amare ed essere amata
Fabianna









































forza Regina siamo con te.Le faccio le mie condoglianze
Anche se di questi tempi siamo stati costretti ad abituarci un pò a tutto, visto il clima storico e politico che attraversa il nostro paese e non solo.
Mi chiedo quale è (se c’è), la linea di confine che separa i diritti fondamentali, quelli non negoziabili, delle persone e di noi T, dalla violenza legittimata ed autorizzata anche in contesti così dolorosi, di senso di abbandono e di perdita affettiva! Anche il dolore lo dovremmo vivere nell’ombra, come l’amore e tutto il resto? (la lista è lunga e impegnativa).
Solidarietà affetto e condivisione a Regina, nella certezza che sarà in grado di dare un seguito all’altezza a questa devastante storia!
Ovviamente il tutto si estende alla rabbia e lo sconforto di Fabianna.
Laura
Per prima cosa voglio esprimere tutto il mio cordoglio nei confronti di Regina per la perdita che ha avuto! Credo che questo sia un dolore che non può avere alcun tipo di descrizione, e di fronte al quale posso solo esprimerle il mio affetto, la mia stima e la mia amizia.
La seconda cosa è che è indegno quanto le accaduto, indegno di un qualsiasi senso di umanità, di riconoscimento, di presa d’atto di una situazione. I familiari in primo luogo e poi questo “paladino” della indecenza e dell’ipocrisia.
La lotta per l’affermazione del diritto della persona alla propria autodeterminazione, il riconscimento – oggi negato – che ogni persona ha il pieno diritto di essere se stessa, di vivere la propria dimensione umana nel pieno della legittimità, diventa – una volta di più – espressione di urgenza, di pretesa di questo diritto che ci viene negato quotidianamente. Ogni nostro caso, come quello doloroso di Regina, sono l’elenco dei casi che attestano questa negazione, è la lunga schiera di documentazione di questo negare il diritto ad una persona di essere e di poter vivere intengra in sé stessa e nella propria realtà quotidiana.
Un abbraccio grande a Regina.
Cara Fabianna,
spero farai arrivare la mia solidarietà e di tutta Crisalide PanGender a Regina che in questi giorni potrebbe non aver voglia di leggere o scrivere.
Quel che le è accaduto è contemporaneamente vergognoso e “ovvio”. E’ ovvio perché fatti di questo genere accadono tutti i giorni a moltissime persone transgender senza arrivare sui giornali. Stigma, ostilità senza motivo, rifiuto di accettare una realtà, transfobia cieca, guidano le menti di sempre più persone di questo paese malato di un vuoto di valori “assordante”.
Come ha detto bene Regina stessa, non sono le “botte” (quando sono piccole) a offendere quanto il sentire rifiutato, vanificato, annichilito il proprio essere, i propri sentimenti.
Mi unisco, ci uniamo a tutta l’Associazione Transgenere nel dolore di Regina, reso stupidamente “doppio” da atteggiamenti inqualificabili. Se è giusto che la giustizia faccia il suo corso per conoscere la verità, noi possiamo dire che questa verità già la sappiamo. Non esiste che una persona colpita nel dolore più grande diventi aggressiva se non gravissimamente provocata con aggressioni ben più pesanti.
Se anche Regina, nel difendersi, avesse fatto rompere gli occhiali al personaggio coinvolto nella vicenda, questo sarebbe NULLA di fronte al suo oltraggio, alla stupida ignoranza di chi, nella famiglia dell’uomo scomparso, ha creduto di cancellare una verità (la relazione tra lui e Regina) a causa dei propri stupidi pregiudizi.
Solidarietà totale e un abbraccio forte, oltre alla disponibilità ad esservi affianco, come associazione, in qualsiasi iniziativa riterrete opportuno predisporre per tutelare la dignità di Regina.
Abbracci
Mirella Izzo
Certamente Regina è una persona buona e certamente quello che accaduto è motivo di tristezza e dolore.
Però continua a colpirmi la mancanza di rispetto e di amore che spesso hanno i cosidetti “familiari” e la loro dinsvoltura disumanizzante nell’aggiungere sofferenza a chi comunque sta già soffrendo.
A me tutto questo ricorda Tiziana che non ho mai conosciuto, e del diprezzo per lei espresso proprio dai familiari.
Anche io unitamente ai componenti dell’ass.ne Pangender esprimo la mia solidarità a Regina. Rimango sempre incredula di fronte a vicende dove davvero l’uomo on merita di essere chiamato tale….
Sheina
Non ci vuole molto a far uscire questa “verità”. Le cose saranno andate come è facilissimo immaginare che siano andate.
La famiglia dell’uomo avrebbe voluto tenere alla larga questa presenza per loro “scomoda”, e il personale dell’ospedale si è comportato di conseguenza, in una maniera vergognosa…
Tutto ciò è profondamente deludente.
Un abbraccio a Regina.
Esatto tg link sicilia… noi già sappiamo perché l’abbiamo già visto cento volte in questioni che magari non sono arrivate alla gravità di questo episodio ma che comunque riproducono sempre lo stesso atteggiamento vergognoso della “vergogna” di doversi relazionare ad una persona trans.
Mi permetto di aggiungere che la “famiglia” (e l’ospedale ma in questo specifico aspetto è meno importante) non hanno solo prodotto un comportamento di rilevanza penale contro Regina ma hanno anche offeso la memoria del loro familiare scomparso come se si vergognassero di fronte al mondo, anche di lui, delle sue scelte affettive e sentimentali. Il che, se ci pensiamo, è ancora più squallido. Certo a lui non possono più far del male MA alla sua memoria si… ed è anche questo così squallido…
Mi spiace solo di non aver saputo prima per scrivere ai media un comunicato con questi contenuti.
Comuque concordo con voi.
Mirella
Fa sempre male…Non conosco Regina né ho conosciuto la persona alla quale era unita; fa male sapere che in un momento tanto doloroso e unico, irripetibile, nel quale si ha bisogno di raccogliere tutte le energie per fissare tutte le esperienze vissute insieme a una persona con la quale si è state legate, si debba essere violentate nel proprio essere e nella propria carne.
Mi piacerebbe dire che questa violenza inarrestabile e insopportabile non ha sembianze umane, invece è radicata ed è parte stessa della natura feroce e malvagia dell’essere umano, quella stessa natura che produce la morte e da essa è terrorizzata simultaneamente, in un perverso gioco schizofrenico che è parte integrante dei meccanismi che muovono questa civiltà.
Ti è stato negato il diritto di salutare il tuo lui, ma nessuna e nessuno potrà privarti di ciò che è stata la vostra vita insieme.
Zoe
…sono solidalmente vicina a regina..immagino il disagio oltre al dolore..perché quando c’e di mezzo la credibilità certe situazioni divengono insostenibili,oltre che inaccettabili,proprio in questi giorni sto vivendo la fase conclusiva d’una questione legale,dove il bene supremo d’ogni persona,la casa,è in pericolo..proprio a causa del mio genere d’appartenenza..infatti ne autorità,ne legali,ne giudici,hanno voluto ascoltare le mie recriminazioni dove oltre alle minacce ho dovuto subire anche lo scacco legale-tra virgolette-infatti una transgender non gode di nessuna credibilità..anzi,come ha scritto una lettrice prima di me,c’e la volontà,per un disagio malcelato,d’allontanare le persone diversamente gender attribuite,come se la nostra parola valesse meno d’un qualsiasi cittadino normo genere attribuito-ho creato questi neologismi per meglio significare il valore dell’ahimè anacronistica classificazione ancora imperante-così che quando è a chiedere il riscmouso.dei fatti un cittadino qualunque nessun problema,ma quando è una trans..allora..tutto cambia..la sospensione dei diritti civili non è una leggenda,ma una triste realtà..e noi siam qua,sempre a discuterne tra noi..senza che una fattiva evoluzione verso una società più matura avvenga..ragazze dobbiamo trovare nuovi modi-e moduli-espressivi..attendo notizie dall’incontro con il capo di stato napolitano-anche a lui ho scritto,senza avere risposta,una transgender e la sua anziana madre non contano nulla in questa nostra arida società,neppure per chi dovrebbe secondo costituzione difenderne i diritti..allora perché stupirsi..non saranno acronimi di sigle a cambiar situazione..rimane solo il comprensibile dolore-senza se e senza ma-di regina..coraggio ti sono vicina,un abbraccio..sinceramente tua jackie.
NON ho parole x quello che è successo ma hai la mia profonda solidarietà e le mie piu sincere condoglianze ,squsami mi chiamo morena
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